Quanta rabbia ci portiamo dietro? Ti sei mai accorto di avere con te un piccolo zainetto pieno di rancore? Sì, proprio lì … dietro alla tua schiena, nascosto alla vista ma pronto a tirar fuori piccole saette al momento giusto.

Come dici?! Non ce l’hai? Sei sicuro?

Vuoi un esempio? Eccolo qui.

Ti svegli, respiri a pieni polmoni, sei calmo e tranquillo, la mattinata comincia bene: il sole splende, riesci a gustarti in serenità la colazione, sei in perfetto orario per andare a lavoro, saluti con un bel sorriso i vicini di casa, ti metti in macchina.

E proprio lì, mentre tutto fino a quel momento è filato liscio (la musica ad alto volume ti ha  messo il buonumore e il traffico non ha intralciato il tuo percorso), arrivato a lavoro, mentre tu stai parcheggiando, un automobilista decide che quel posto deve essere assolutamente suo e con arroganza, nonostante ci sia spazio per entrambi, ti ruba il posto.

In quel momento il sangue sale alla testa, dal basso la rabbia sale verso l’alto e raggiunge il cuore, la gola, le guance e gli occhi. Inizi a non capire più nulla, vuoi solo urlare contro questa persona.

Sai che c’è posto per entrambi, che puoi parcheggiare poco più distante, ma ti passa in mente una sola cosa … La sua prepotenza! E non capisci più niente. È una questione di principio e di educazione!

Così, la serenità di poco prima è sfumata nel nulla.  Passi in un attimo da uno stato emotivo all’altro e non riesci a controllarti.

Ok, hai ragione … è difficile mantenere il controllo e spesso pensi che il mondo è pieno di gente che vuole prendersi gioco di te, ma non è vero. Se tutti fossimo arroganti e prepotenti, vivremmo nel caos totale.

Come? Vuoi sapere la soluzione?

Semplice! L’empatia!

No no, non parlo di filosofia o di concetti astratti. Diventare empatici e comprensivi nei confronti di se stessi e degli altri è possibile. Come sempre ci vuole pratica, concentrazione e determinazione. Ah, dimenticavo … l’altro ingrediente è la consapevolezza.

Da dove si comincia?

Sempre da te: dal tuo respiro, dalla tua mente, dalle tue emozioni.

Oggi più che mai mi sembra sia necessario parlare di empatia e riflettere su questa bellissima qualità dell’essere umano.

Viviamo in un mondo evoluto, in cui grazie alla tecnologia non dobbiamo più perder tempo in alcune attività perché ci sono le macchine a fare le cose al posto nostro.

Abbiamo quindi più tempo da dedicare a noi, alle nostre passioni,a chi amiamo, a chi è in difficoltà.

Eppure alle volte mi sembra che più la tecnologia avanza e più perdiamo quel contatto con noi stessi e con gli altri. Ci scopriamo meno propensi all’ascolto, alla comprensione e all’incontro con l’altro.

Lo vediamo come diverso da noi perché magari ha idee divergenti, perché indossa degli abiti che non ci piacciono, perché in passato ci ha ferito, perché  non vuole seguire i nostri consigli, perché rappresenta una nostra paura e lo percepiamo come una minaccia.

Ciò che invece non capiamo è che siamo tutti esseri umani; tutti soffriamo e tutti desideriamo le stesse cose: essere felici, amare ed essere amati, stare bene e vivere serenamente.

In questi anni ho viaggiato tanto e ho sempre scelto mete con una cultura molto diversa dalla mia, e questa decisione mi ha dato l’opportunità di capire che puoi vivere in un sobborgo indiano, in un villaggio iraniano o in una favela brasiliana, l’essere umano è sempre alla ricerca di un’unica cosa.

La felicità.

E c’è una peculiarità che ci accomuna e ci unisce … il respiro.

Noi respiriamo, le piante respirano, gli animali respirano. Nel respiro possiamo riscoprire il contatto con noi stessi e con gli altri intorno a noi, e arrivare alla consapevolezza di essere tutti parte di un unico Tutto.

Lo so, lo so …  mi vuoi dire che non è facile.

Per questo ti suggerisco di vedere questo video del maestro zen Thich Nhat Hanh, che con parole semplici e infuse di profonda saggezza spiega cos’è l’empatia, come si arriva alla compassione e quali sono i benefici della pratica basata sul respiro.

Se alle volte quindi ti lasci prendere dalla rabbia, ricorda i 3 passi:

1 – ritorna a te portando l’attenzione al tuo respiro;

2 – cerca di comprendere la tua sofferenza;

3 – prova a capire che anche l’altro soffre, e che il suo atteggiamento è frutto della sua sofferenza.

Questo non significa che se qualcuno ci tratta male non dobbiamo reagire, ma esistono diversi tipi di reazione. La pratica della Mindfulness, dello Yoga, del Reiki e di tutte le meravigliose tecniche di consapevolezza che esistono a questo mondo, non sono altro che strumenti che ci rendono più comprensivi. Si può esprimere quindi il proprio disaccordo anche con un atteggiamento tranquillo, pacato e comunque efficace.

Probabilmente ci vuole tempo per raggiungere quest’obiettivo, ma qual è l’alternativa? Sbraitare e prenderci a botte ogni volta che ci saltano i nervi? Non credo proprio …

Come per tutte le cose, ci vuole pratica, costanza e pazienza. E anche fare esperienza.

Ognuno di noi ha il proprio percorso di vita: sbaglia, cade, si rialza, apprende qualcosa in più e poi cade di nuovo ma si rialza.

Ricorda, il cambiamento arriva … se lo vuoi.

Essere sempre nervosi, irritabili, lamentosi e prepotenti, prima che per gli altri, non è salutare per noi stessi.

Ormai anche la scienza, dopo una serie di studi e di esperimenti, è arrivata alla conclusione che la pratica della meditazione, dello Yoga, della consapevolezza sul respiro apportano dei grandi benefici al corpo e alla mente.

Se vuoi saperne qualcosa in più, ti suggerisco di cliccare qui e vedere un’interessante intervista al Dott. Franco Berrino, medico ed epidemiologo italiano.

Nel frattempo, per iniziare a prendere dimestichezza col respiro, calmare la mente e imparare a concentrarsi, ti suggerisco un esercizio che trovi cliccando qui.

Il cambiamento è dietro l’angolo, sei tu a decidere se vuoi andare nella sua direzione oppure no.

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Simona Discornia

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